ABC – Da B.B. King a Slash: apre a Barcellona il primo museo europeo dedicato alla chitarra elettrica 07/06/204

E all’improvviso, chitarre che volano su Portaferrisa. Una SG, una Stratocaster, la sempre
affidabile Telecaster. Non è che sia molto sottile, ma chi vuole la sottigliezza quando si può
avere il rock and roll? La iconica Gibson Les Paul di Slash? Eccola, accanto a una replica della
chitarra che suonò e bruciò Jimi Hendrix, una Melody Maker da quando Gary Moore ancora
dava del filo da torcere a Phil Lynott nei Thin Lizzy, e lo strumento da lavoro malconcio di
Cliff Williams, bassista degli AC/DC. E così fino a raggiungere oltre mezzo migliaio di chitarre
a tiratura limitata o suonate in qualche momento da celebri eroi della chitarra con le quali il
collezionista Juan José Castellano ha appena salpato per inaugurare a Barcellona il Guitar
Legends Hall.

Il nuovo spazio, assicura Castellano, è il risultato di “un sogno” condiviso con suo figlio.
“La mia passione per il mondo del rock mi aveva portato a collezionare chitarre dei grandi
artisti che ammiro, riempiendo la mia casa con decine di esse. Suonate dai migliori. E ora,
ci piacerebbe condividere questa collezione con tutto il mondo, nell’ambito di un’esperienza
appassionante, immersiva e interattiva, che permette di vivere la storia del rock nel modo più
sorprendente e innovativo”, spiega nel manifesto fondativo del Guitar Legends Hall, situato
proprio nel centro di Barcellona, dove prima c’era un mega negozio di abbigliamento.

Tre piani, 1.300 metri quadrati e le sei corde come oggetto di culto e venerazione in quello
che si presenta come il “primo museo della chitarra in Europa”. Un viaggio attraverso la musica,
la cultura e la società del XX secolo che parte dal blues e approda al rock da stadio. Durante
il percorso, l’ascesa dei festival, l’impatto della televisione e i negozi di dischi come ombelico
del mondo. E, come guide e marcatori temporali, repliche di chitarre leggendarie come la
Greeny di Peter Green (Fleetwood Mac) o la SG Special di Pete Townshend (The Who) e
strumenti acquistati direttamente dai loro proprietari, come l’Ibanez Iceman Rhinestone che
Paul Stanley ha utilizzato durante uno degli ultimi tour dei Kiss.

Tra le chitarre esposte, contestualizzate ciascuna nel proprio quadro temporale, spiccano anche
una Ampeg Dan Armstrong utilizzata da Jeo Perry (Aerosmith); una Dean Zero Vic Rattlehead
appartenuta a Dave Mustaine (Megadeth); la Fender Stratocaster che David Knopfler, fratello
di Mark, ha utilizzato per registrare ‘Sultans of swing’; l’acustica dal design aerodinamico che
Richie Sambora (Bon Jovi) ha suonato in ‘Wanted Dead or Alive’; e una replica della chitarra
con ossa e teschi che George Lynch (Dokken) ha utilizzato negli anni Ottanta. Anche, ovviamente,
quelle dei soliti sospetti come B.B. King, Brian May (Queen), David Gilmour (Pink Floyd),
Angus Young (AC/DC) o Steve Vai, di cui viene esposta una chitarra multicolore con gocce
del suo stesso sangue mescolate con la vernice. Inoltre, il percorso espositivo si conclude
con uno spazio immersivo con ologrammi di vari chitarristi che interpretano riff iconici della
storia del rock.

Con la previsione di accogliere circa 150.000 visitatori all’anno, il Guitar Legends Hall ospiterà
anche mostre temporanee (le prime, una di strumenti degli anni Trenta e un’altra di chitarre
di band rock spagnole) e aspira anche ad ospitare piccoli concerti, conferenze, workshop e
“masterclass” legati al mondo del rock.

Il Guitar Legends Hall è anche il secondo tentativo più o meno serio di dedicare un museo
al rock and roll a Barcellona dopo l’atterraggio burrascoso alle Arene del Museo del Rock,
Valhalla del merchandising, della memorabilia e delle chitarre autografate da Bruce Springsteen,
Slash ed Eric Clapton che Jordi Tardà ha dovuto chiudere appena un anno dopo l’inaugurazione
per mancanza di pubblico e ricavi.

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