
The Doors e il patto con Elektra: la nascita di una leggenda
Il 18 agosto 1966 ha segnato un prima e un dopo nella storia del rock: i The Doors hanno firmato un contratto con la Elektra Records per registrare sette album. Quel giorno, ciò che era iniziato come una scintilla in fondo a un garage di Los Angeles è diventato ufficialmente una fiamma. La band, fino ad allora sconosciuta al di fuori del circuito dei club di Sunset Strip, in pochi mesi è passata dall’anonimato a registrare uno dei debutto più leggendari della storia della musica.
La firma con Elektra non è stata frutto del caso. Arthur Lee, leader della band Love – anche parte del catalogo dell’etichetta – ha giocato un ruolo cruciale. È stato lui a suggerire a Jac Holzman, fondatore di Elektra, di prestare attenzione a quel quartetto elettrificante che faceva vibrare le pareti del Whisky a Go Go. Holzman, inizialmente scettico, è rimasto ipnotizzato dopo aver assistito a un’esibizione dal vivo. Poco dopo, i The Doors avevano già un contratto discografico sul tavolo e Elektra un diamante grezzo tra le mani.
Il processo è stato vertiginoso. Erano passati solo pochi giorni dalla firma quando la band è entrata in studio. Il 24 agosto 1966, i The Doors hanno iniziato a registrare il loro album di debutto presso i Sunset Sound Studios di Los Angeles. Non c’era tempo da perdere. In soli sei giorni e con un budget modesto, hanno registrato su nastro una serie di canzoni che già cuocevano nei loro live, tra cui una versione estesa di “Light My Fire” e l’inquietante “The End”. Il risultato è stato un disco oscuro, poetico e provocatorio che sfida le convenzioni del pop psichedelico dell’epoca.
Affascinante è come si è originato l’incontro tra questi quattro musicisti così diversi tra loro. Jim Morrison e Ray Manzarek si sono conosciuti alla UCLA, l’università di Los Angeles, dove entrambi studiavano cinema. Una conversazione sulla spiaggia di Venice, in cui Morrison ha cantato alcune delle sue liriche improvvisate, ha acceso la scintilla creativa tra loro due. Robby Krieger, un chitarrista con formazione flamenca e blues, si è unito poco dopo, seguito da John Densmore, un percussionista con inclinazioni jazzistiche. Così è nata una combinazione improbabile che ha dato forma a un suono unico, a metà strada tra blues, rock, poesia beat e transito sciamanico.
I primi passi dei The Doors al Whisky a Go Go sono stati decisivi. Lì sono diventati band residente e notte dopo notte affinavano il loro repertorio di fronte a un pubblico devoto. Ma è stato anche lì che hanno vissuto il loro primo scandalo. Durante una esibizione, Morrison ha deciso di includere, senza avvertire i suoi compagni, la controversa sezione finale di “The End”, con la sua iconico – e inquietante – riferimento edipico: “Padre, voglio ucciderti. Madre, voglio…” Il proprietario del club, scandalizzato, li ha licenziati quella stessa notte. Ma lo scandalo ha solo alimentato il mito.
L’album The Doors è stato pubblicato nel gennaio 1967. Conteneva tutti i semi del culto che sarebbe seguito: l’ipnosi tribale di “Break On Through (To the Other Side)”, la sensualità incendiaria di “Light My Fire” e l’oscurità esistenziale di “The End”. Per ottenere diffusione radiofonica, la band ha accettato di ritagliare parte della lirica originale di “Break On Through”, eliminando il verso “She gets high”, anticipando così il teso rapporto che avrebbero intrattenuto con i media lungo il loro percorso.
Quella tensione è definitivamente esplosa il 17 settembre 1967, quando i The Doors sono stati invitati al programma più influente della televisione statunitense: The Ed Sullivan Show. Prima dell’esibizione, i produttori hanno insistito affinché cambiassero il verso “Girl, we couldn’t get much higher” di “Light My Fire” per evitare qualsiasi allusione alle droghe. Morrison, sempre reticente alla censura, ha promesso che l’avrebbe fatto… e poi ha cantato il testo originale dal vivo, con un sorriso sfidante. È stata l’ultima volta che sono stati invitati nel programma. Ed Sullivan, infuriato, ha cancellato future apparizioni e ha giurato che non avrebbe mai più lavorato con loro. Morrison, a quanto pare, gli è stato completamente indifferente.
Questo spirito di ribellione e di arte senza compromessi è ciò che ha reso i The Doors qualcosa di più di una semplice band rock. È stata la poesia oscura di Morrison, il teclato ipnotico di Manzarek, la chitarra emotiva di Krieger e la raffinata percussione di Densmore a elevarli allo status di leggenda. Tutto è iniziato con una firma su un foglio, una notte d’agosto del 1966, quando il mondo ancora non era pronto per ciò che stava arrivando.
Ma i The Doors non chiedevano il permesso. Hanno solo aperto la porta.

